«L’inceneritore di Ischia Podetti va sospeso»


Alla ricerca della “base” che anche nel comprensorio della Vallagarina si interroga, approfondisce e autonomamente cerca risposte.
Parliamo di strade alternative all'incenerimento dei rifiuti - la montagna di eco-balle sta traballando

Mozione del comprensorio della Vallagarina,
che chiede alla Provincia di verificare la fattibilità di ipotesi alternative

«L’inceneritore di Ischia Podetti va sospeso»
Trentino, 26 giugno 2010

ROVERETO. La costruzione di un inceneritore-termovalorizzatore a Ischia Podetti va sospesa, in attesa di verificare la fattibilità di ipotesi alternative. La richiesta arriva dall’assemblea comprensoriale della Vallagarina. Con una mozione sollecita il presidente Stefano Bisoffi a chiedere alla giunta provinciale non solo la messa in stand by del progetto, ma anche la revisione del piano provinciale per la gestione dei rifiuti e il potenziamento della raccolta differenziata.

La mozione è firmata dai componenti della commissione tecnico consuntiva per la Tutela del territorio e dell’ambiente, coordinata da Fiorenzo Ceccato, che spiega di aver raccolto pareri, e documentazioni sul futuro inceneritore come è stato fatto per altri temi ambientali. Anche in questo caso a sollecitare il comprensorio sono stati comitati e gruppi di cittadini, contrari o dubbiosi sull’impianto che dovrebbe sorgere a Ischia Podetti, nel comune di Trento, trattando tutti i rifiuti della provincia. Una soluzione condivisa da Provincia e comune, che ha trovato però un fronte di opposizione ampio e trasversale. Non sono mancati infatti, negli ultimi mesi, pareri negativi e richieste di spiegazioni da parte di comuni e tecnici del settore.

Così, siccome «la costruzione di un inceneritore è una scelta senza ritorno», la commissione ha messo in cantiere due visite: una al termoutilizzatore di Brescia, l’altra al centro riciclo di Vedelago, in provincia di Treviso. E molti sono gli elementi interessanti emersi.

Il primo è che per garantire la sostenibilità economica e gestionale di un impianto la capacità minima è di 240 mila tonnellate dall’anno, mentre quello di Trento sarà di sole 104 mila tonnellate. Ciò significa che il 30 per cento di quanto bruciato dovrebbe finire in discarica. In ogni caso la presenza di un inceneritore renderebbe di fatto inutile la raccolta differenziata.

Dal centro di riciclo di Vedelago (che seleziona e ricicla gran parte delle frazioni secche dei rifiuti urbani e assimilati), i commissari sono tornati con la convinzione che una buona raccolta differenziata consenta di trattare e lavorare le frazioni secche fino al 98 per cento. In sostanza: migliore è la raccolta, migliori sono i risultati del riciclo. Ma ci sono anche risvolti positivi sul piano economico, visto che Vedelago fornisce lavoro a 70 persone e crea un indotto per altre tremila. Morale: meglio fermare il progetto e verificare le alternative, prima che sia troppo tardi.